L'eolico misura la sua sostenibilità

Gabriella Chiellino, presidente di eAmbiente, ha presentato, durante il webinar organizzato da Envision, i pillar del punteggio Platinum conseguito per la ricostruzione di due parchi eolici.

"L'eolico misura la sua sostenibilità" questo il titolo del webinar al quale ha preso parte Gabriella Chiellino, presidente di eAmbiente.

L'azienda ha seguito Il progetto di integrale ricostruzione di due parchi eolici - di Castiglione Messer Marino e di Roccaspinalveti, entrambi in provincia di Chieti- per ottenere nel 2021 il punteggio Platinum dallo standard internazionale per le infrastrutture sostenibili Envision. La produzione annua attesa per questi due nuovi impianti sarà pari a 114 GWh7anno, equivalente al fabbisogno energetico di 42.000 famiglie.

Il punto di partenza è stato il progetto relativo al parco eolico e2i di Vaglio in Basilicata, attestato sul livello GOLD nel 2019: la sfida era fare tesoro delle precedenti esperienze e rilanciare il nuovo progetto di integrale ricostruzione del parco abruzzese di Castiglione Messer Marino e Roccaspinalveti. Alla fine, obiettivo raggiunto con il punteggio di 67 punti su 100 e il livello PLATINUM.

Andando nello specifico dei pillars del protocollo Envision:

1. Quality of life (116 punti su 184 disponibili, 63%)

e2i costituisce un esempio di eccellenza nel panorama dei player delle energie rinnovabili su scala nazionale, ma il tema del consenso delle Comunità su cui questi impianti insistono – per quanto funzionino a energie rinnovabili, sostenibili e a bassissimo impatto – non è trascurabile: riuscire a dimostrare l’engagement delle popolazioni locali e di tutti i portatori di interesse, e dimostrare di averlo fatto fin dalle primissime fasi di definizione dello schema progettuale richiede un approccio alla sostenibilità maturo e molto strutturato: una delle principali criticità del lavoro è coincisa con il fatto che l’area di lavoro era già definita, poiché si trattava di una integrale ricostruzione: erano, quindi, escluse altre collocazioni.

Tuttavia il drastico ridimensionamento del numero di aerogeneratori, reso possibile dal significativo incremento nella potenza installata a livello di singole macchine (macchine vecchie 600 kW, macchine nuove 3,3 MW) e di intero parco eolico (passaggio dai precedenti 30 agli attuali 43 MW) ha certamente permesso una drastica riduzione degli impatti complessivi rispetto al layout precedente.

Il territorio poi ha potuto godere di miglioramenti della vibilità sia per l’attività silvio pastorale che per le escursioni turistiche, e non solo ci sono stati interventi di riqualificazione di edifici storici dei luoghi. Tutto questo oltre il normale Royalties riconosciute ai comuni e previste per legge.

2. Leadership (172 punti su 182 disponibili, 95%)

Sono tutti crediti legati al coinvolgimento degli stakeholder, allo sviluppo di sinergie, alla definizione di un piano di gestione sostenibile e di monitoraggio e manutenzione a lungo termine: non ci sono state criticità significative da segnalare. Praticamente tutti i crediti presentati sono stati giudicati conformi.

3. Resource allocation (78 punti su 136 disponibili, 57%)

Qui sono state riscontrate alcune criticità legate alla possibilità di dimostrare che la quota di materiali riciclati utilizzati nel cantiere superava le soglie definite dal protocollo (non sempre i vari fornitori sono in grado di dare informazioni di questo tipo, come quelle desumibili da dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD), LCA e altro). Le difficoltà in sintesi riguardano la riduzione di consumi idrici in fase di cantiere oltre una certa soglia. Per cui il tema dell’economia circolare non è di facile attuazione perché la catena di fornitura dei materiali non è sempre pronta a dare le informazioni tecniche richieste. Gli aereogeneratori di Vestas erano già qualificati con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, ma non sempre i cementi e altro avevano chiare informazioni di riciclo.

4. Natural world (61 punti su 116 disponibili, 53%)

In questo caso, il contributo di eAmbiente ha riguardato la protezione degli ecosistemi e delle specie animali e vegetali; criticità secondarie legate all’idrogeologia dell’area e al tema della protezione delle acque superficiali e sotterranee da eventuali sversamenti di olio lubrificante dagli aerogeneratori e al controllo delle specie invasive. L’inclusione del Parco all’interno di un’area IBA di protezione dell’avifauna ha, poi, penalizzato il punteggio per quanto si sia dimostrato che lo stesso parco eolico si trova in posizione del tutto periferica rispetto alle rotte di migrazione che l’area protetta intende tutelare.

5. Climate and resilience (106 punti su 172 disponibili, 62%)

Le competenze in ambito di Life Cycle Assessment (LCA) con particolare riferimento alle emissioni climalteranti - senza trascurare tuttavia le altre categorie di impatto - hanno permesso di raggiungere una buona performance su questo asse: tutti i crediti si sono attestati su punteggi medio-alti tranne la parte di valutazione della vulnerabilità al cambiamento climatico e la valutazione dei rischi e resilienza.

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