eAmbiente Group a fianco di Invimit per il progetto di rigenerazione dell’ex Manifattura Tabacchi a Bari che riceverà un contributo di 20 milioni di euro di fondi nell’ambito del PNRR

La competenza ed il know how di eAmbiente Group ha contribuito al raggiungimento di un grande risultato. Infatti, il progetto di valorizzazione dell’Ex Manifattura Tabacchi di Bari, di proprietà del Fondo i3 Università, gestito da Invimit SGR, società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, riceverà un contributo di 20 milioni di euro di fondi del Piano Nazionale per gli investimenti Complementari (PNC), finalizzato ad integrare, con risorse nazionali, gli interventi del PNRR.  L’iniziativa, candidata dalla SGR in partenariato con il CNR e il Comune di Bari, è infatti arrivata prima su 27 progetti di innovazione nella ricerca nel Sud Italia ammessi definitivamente al contribuito dall'Agenzia per la Coesione territoriale e il Ministero del Sud e 694 totali che hanno presentato la candidatura.

eAmbiente ha redatto uno studio al fine di facilitare la valutazione della qualità del progetto di ristrutturazione della Ex Manifattura Tabacchi (Bari) in termini ambientali in relazione agli Obiettivi del DNSH (Do Not Significant Harm) oltre ai requisiti minimi di legge e regolamentari.
Il progetto si inserisce quindi al primo posto tra gli interventi che hanno beneficiato del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF; Regolamento UE 241/2021), il quale prevede che gli interventi finanziati dal PNRR debbano essere conformi al principio del “non arrecare danno significativo all’ambiente” o “Do not significant harm” come sancito dalla Tassonomia per la finanza sostenibile.

Come noto dagli studi e dalla letteratura di settore sviluppati negli ultimi anni, l'edilizia incide per circa il 40% sugli usi finali dell'energia. Questo è dovuto prevalentemente al fatto che buona parte del patrimonio edilizio esistente è ormai obsoleto e composto da edifici ad alto fabbisogno energetico.

Con la consapevolezza che I’unico modo per ridurre l'uso delle risorse energetiche è quello di contenere le emissioni in atmosfera ed intervenire su ciò che già esiste, i recenti programmi dell'Unione Europea, riguardanti il tema della sostenibilità energetica ed ambientale, incentivano gli Stati Membri ad attuare politiche di intervento e a sviluppare soluzioni tecnologiche finalizzate alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

In questo contesto, gli edifici storici, intendendo quelli costruiti in Europa prima del 1945, si prestano a migliori rapporti costi/benefici in quanto gli interventi di riqualificazione energetica ed ambientale sono associabili ad improcrastinabili interventi di riorganizzazione funzionale e di ristrutturazione, contribuendo, dunque, ad incrementare il valore di mercato dell'immobile stesso. Circa il 30% del patrimonio edilizio italiano (12,5 milioni di edifici) è stato costruito prima del 1945.

Di questo parco edilizio, circa l’1,8%, può essere considerato appartenente al patrimonio culturale, ai sensi del Decreto Legislativo n. 42 del 22/01/2004, in quanto annovera edifici che, contenendo elementi di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, sono oggetto di tutela da parte delle autorità ministeriali competenti. Questi edifici tutelati non possono essere demoliti, abbandonati al degrado per assenza manutentiva o utilizzati per scopi non compatibili con il loro carattere storico o artistico, o funzioni che metterebbero a repentaglio la loro conservazione. Per tali edifici, ogni tipo di intervento, compresi quelli finalizzati all’efficienza energetica, è subordinato al preventivo parere dell’organo territoriale responsabile per il patrimonio culturale del territorio (in Italia, la Sovrintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali).

Il complesso Ex Manifattura Tabacchi rientra proprio in tale casistica, ricadendo infatti nell’area della città consolidata, come definito dell’art. 76 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Paesaggistico Territoriale PPTR ed inoltre, ai sensi dell’Art. 10 del D.Lgs. n.42 del 22/01/2004 “Codice dei Beni Culturali” e dell’Art.10 L.6/7/2002 n.37, fra i “Beni culturali che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etno-antropologico”. Pertanto, le scelte progettuali sono state sottoposte ad approvazione della locale Soprintendenza le cui prescrizioni hanno richiesto soluzioni meglio specificate nel corpo della presente relazione.

Nonostante i vincoli imposti dalla Soprintendenza, che hanno limitato i margini di intervento dell’efficientamento energetico dell’immobile (p.e. vincoli sui prospetti: tipologie di serramenti, divieto di applicare un cappotto esterno, ..) è stato comunque possibile ottenere ottimi risultati per quanto attiene le prestazioni energetiche del complesso tanto che il progetto consente il passaggio da una classe F (APE ex ante) ad una classe post operam pari ad A.

La riorganizzazione funzionale e/o ristrutturazione di un complesso edilizio storico, come questo, comporta spesso un cambiamento delle condizioni ambientali interne (temperatura, umidità relativa, la qualità dell’aria, illuminazione) conseguenti all’utilizzo finale previsto. Con questo intervento, si intende infatti insediare all’interno dell’immobile il Centro Nazionale di Ricerca (di seguito anche CNR) attribuendo pertanto al complesso una destinazione d’uso Direzionale con spazi prevalentemente occupati da uffici, laboratori, biblioteche ed archivi.

La destinazione d’uso individuata richiede il raggiungimento delle condizioni di confort ambientale in termini di climatizzazione e qualità dell’aria in tempi brevi e in modo discontinuo nel tempo, rispetto alla destinazione residenziale. Pertanto, sono richiesti sistemi impiantistici adatti ad ottimizzare la domanda degli utenti e allo stesso tempo congruenti e compatibili con l’impianto architettonico storico, pur nel rispetto del fabbisogno energetico.

Il concetto di retrofitting sostenibile ha guidato la filosofia progettuale. La stessa consiste, da un lato, nella realizzazione di un intervento atto a garantire una significativa riduzione del fabbisogno energetico ed una razionale distribuzione dei flussi energetici che interessano il sistema costruttivo, al fine di massimizzare l'efficienza energetica del sistema stesso, sfruttare fonti energetiche rinnovabili, e dall'altra, più in generale, di adottare interventi che rendano l’edificio più sostenibile, sia termini di qualità dell'ambiente interno che dell’uso di energia, sia in termini di riciclo e riuso dell’acqua che dei materiali.

Alla luce di quanto sopra, per il progetto Ex Manifattura Tabacchi il concetto di retrofitting sostenibile e stato applicato mediante l’implementazione dei seguenti interventi che hanno consentito inoltre il raggiungimento degli obiettivi DNSH:

 

  1. Miglioramento delle performance termiche dell’involucro edilizio 
  2. Valorizzazione delle volumetrie esistenti
  3. Totale elettrificazione del sistema di climatizzazione del complesso mediante implementazione di un impianto di produzione dell’energia termica e frigorifera integralmente alimentato da pompe di calore polivalenti, accoppiato ad un sistema di distribuzione idronico e ad un sistema di unità terminali tipo fan-coil, abbinato ad unità di trattamento aria primaria di rinnovo dell’aria viziata di tipo controllato e che contemporaneamente provvede all’espulsione dell’aria viziata da cui recupera l’energia per trasferirla all’aria di rinnovo 
  4. Impiego di fonti energetiche rinnovabili 
  5. Raccolta e riciclo delle acque piovane e controllo dei consumi idrici 
  6. Recupero dei rifiuti derivanti dalle attività di demolizione e ricostruzione riforme per una sfida che non riguarda più il futuro, ma il presente”.

La presidente di eAmbiente, Gabriella Chiellino, commenta con soddisfazione il risultato ottenuto: “è un riconoscimento al lavoro svolto in questi mesi e per questo ringrazio tutte le persone che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo. L’importanza non è determinata solo dalle risorse ottenute, ma anche dal fatto che il progetto è arrivato primo a testimoniare la qualità in termini di innovazione e sviluppo della proposta realizzata”.

Vi è poi un ulteriore elemento di riflessione – conclude Gabriella Chiellino – che è fondamentale soprattutto in questa fase. La campagna elettorale non deve in alcun modo fermare il treno del PNRR perché come conferma questo progetto le risorse possono contribuire alla rigenerazione urbana consegnando così alle future generazioni un territorio migliore sotto diversi punti di vista”.
 

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